Sbocchi Operativi

A che serve fare una scuola di psicoterapia oggi? E fare questa scuola?

Dal punto di vista formale le scuole private di psicoterapia riconosciute dal MIUR, come le poche pubbliche esistenti, abilitano sia alla professione di psicoterapeuta ed all’iscrizione quindi all’elenco speciale degli psicoterapeuti presso l’albo degli psicologi e dei medici, sia alla partecipazione ai concorsi pubblici presso le Aziende Sanitarie Locali che richiedono sempre questo titolo.

A prescindere dall’indirizzo teorico (psicodinamico, sistemico, etc) e dal target di utenza indicato (bambini, gruppi, etc) le scuole riconosciute abilitano alla psicoterapia in tutte le sue forme.

Starà allo psicoterapeuta quindi conoscere i limiti degli strumenti che ha a disposizione e fin dove spingersi nell’utilizzarli.

Ma dal punto di vista sostanziale una buona scuola di psicoterapia è, a nostro parere, la via obbligata, nell’attuale sistema formativo italiano, per imparare il mestiere del clinico.

Per imparare cioè come muoversi davvero all’interno delle relazioni con le persone che stanno male e che fanno star male ma anche con le persone che attraversano momenti nei quali hanno l’esigenza d’incontro con qualcuno che li aiuti ad orientarsi, ad attraversare passaggi difficili laddove il tessuto sociale ‘naturale’ è insufficiente e/o inadatto.

La Scuola di Psicoterapia ad indirizzo Psicoanalisi della Relazione con l’Adolescente ed il Giovane di Parma (SPAG) vuole formare a questo scenario attraverso l’accompagnamento nel viaggio formativo necessario per aiutare psicologicamente un giovane soggetto che abita i suoi contesti di relazione.

La sua struttura, che forma alla consultazione psicologica nel primo biennio (già pensata come strumento d’intervento) e ai diversi strumenti psicoterapeutici nel secondo biennio, ha la peculiarità e, a nostro avviso, il vantaggio, di consentire allo specializzando di maneggiare già dopo i primi due anni il principale strumento della clinica psicologica, la consultazione, e dunque di potersi sperimentare pienamente ed operativamente già d’allora nel mondo del lavoro psicologico in contesti come quello scolastico, giudiziario, libero professionale, etc.

L’ampiezza degli strumenti che vengono insegnati nel secondo biennio offre poi l’opportunità di muoversi nel trattamento dei casi con molte frecce al proprio arco, ovvero con molti strumenti operativi, ma anche avendo acquisito sguardi teorici raffinati e complessi sulle persone e le loro interazioni.

Ma la formazione in psicoterapia non finisce dopo i quattro anni di scuola, è importante potersi trovare in un contesto nel quale si possono far evolvere i propri interessi nel divenire che essi avranno certamente allorquando ci si confronterà, ma già a partire dal tirocinio quindi, con i problemi concreti delle persone.

In questo senso la SIPRe, con le sue diverse aree scientifiche di approfondimento (bambino, gruppo, coppia, adulto, famiglia, etc), le sue sedi dislocate in quattro città italiane, i suoi oramai oltre cento soci, i suoi legami con le realtà scientifiche e culturali più importanti del mondo psicoanalitico nazionale ed internazionale, offre l’opportunità, a chi lo vorrà, di continuare ad imparare ed a crescere anche dopo la conclusione della formazione in psicoterapia ed a portare il suo contributo nel mondo scientifico e sociale nel quale vive.

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